Ministero della Salute: rischio chimico per gli spinaci surgelati

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05 Ott 2017

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Prodotti alimentari, il Ministero della Salute informa che la società Bonduelle ha deciso di ritirare dal mercato gli spinaci surgelati per rischio chimico. Sospetta contaminazione con foglie di mandragola, pianta infestante velenosa

Roma 05.10.2017 – Qualche giorno fa il Ministero della Salute ha pubblicato un richiamo ufficiale da parte dell’operatore Bonduelle Italia s.r.l. relativo alle confezioni da 750 grammi di spinaci surgelati “Millefoglie per rischio chimico.

Ad essere interessati dal richiamo sono stati i lotti nn. 15986504, 15986506, 15995174 e 16008520 con scadenza “agosto 2019” perché sospetti di essere stati contaminati, in fase di raccolta, dalla presenza di foglie di mandragola, una pianta infestante e velenosa la cui notorietà di deve alla famosa commedia di Niccolò Machiavelli.

A questa segnalazione, ha fatto seguito un ulteriore richiamo per le confezioni di spinaci surgelati “Placca food service da 2,5 kg.

I lotti richiamati sono stati i nn. 16107601 e 16116303 che hanno sempre come termine minimo di conservazione “agosto 2019”.

Anche in questo caso il rischio chimico è dovuto alla possibile presenza di mandragola, pianta che può proliferare in questo periodo tra le coltivazioni di spinaci e che soprattutto nel periodo autunnale capita di raccogliere e scambiare per la borragine (altra pianta commestibile).

Ministero della salute informa: se ancora conservati nel congelatore, non devono essere consumati

Il prodotto non deve assolutamente essere consumato perché la presenza di mandragola può far sorgere alcuni disturbi alla salute come amnesia, nausea, diarrea e malessere generale. Nei casi più gravi di intossicazione alimentare per assunzione di mandragola può provocare anche il decesso, se non curata con un antidoto appropriato (ad es. la fisostigmina).

Per quanto riguarda i richiami degli spinaci surgelati a marchio “Bonduelle“, la Gelagri Iberica, azienda spagnola che confeziona e produce questi prodotti di III gamma, ha precisato che «si tratta solo di una misura precauzionale» in quanto non esiste la certezza di poter attribuire la presenza di mandragora ai propri prodotti.

A far scattare queste misure precauzionali sono stati due precedenti

Il primo riguarda un episodio analogo accaduto un mese fa con diversi richiami pubblicati tra il 6 e 7 settembre per le confezioni di spinaci a marchio “Buongiorno Freschezza” da 500 gr.

In questo caso però si trattava di prodotti di IV gamma, cioè prodotti freschi confezionati con il marchio “Ortofin” e prodotti in Italia dalla società agricola Ortoverde.

I lotti di produzione interessati dal richiamo sono stati: n. 23910773M2 (scad.01.09.2017), n. 24010864M2 (scad.03.09.2017), n. 24110968M2 (scad.04.09.2017) e n. 24211071M2 (scad.05.09.2017).

Essendo prodotti freschi lavati e imbustati, il rischio di assunzione è stato potenzialmente maggiore in quanto la conservazione dell’alimento è più breve e il consumo avviene nel giro di pochi giorni.

Il secondo è un fatto di cronaca del 30 settembre.

Un’intera famiglia milanese è stata ricoverata all’ospedale Fatebenefratelli dopo aver mangiato una confezione di spinaci surgelati acquistati al supermercato. Padre, madre e i due figli sono finiti al pronto soccorso confusione mentale e amnesia. Dalle analisi effettuate è stato stabilito che «i rilievi sono stati giudicati compatibili con la contaminazione nell’alimento originario di mandragora, erba che può infestare i campi delle coltivazioni vegetali commestibili».

Cosa è la Mandragora?

La mandragora officinarum è una pianta appartenente alla famiglia delle solanaceae, le cui proprietà anestetiche e analgesiche hanno contribuito a far attribuire nel Medioevo qualità magiche e afrodisiache.

La specie denominata autumnalis è invece una pianta molto diffusa nell’area mediterranea meridionale, la cui foglia ricorda nel suo aspetto esteriore quella rugosa degli spinaci. Tuttavia questa varietà è molto velenosa e non va assolutamente ingerita.

La famiglia delle solanaceae, di cui fanno parte anche le patate, le melanzane, pomodori, peperoni e le piante di tabacco, comprende sia specie commestibili sia velenose. Molte di queste contengono una sostanza tossica chiamata solanina, un alcaloide psicoattivo, presente nella pianta e nei frutti acerbi che può scomparire o trasformarsi in altre sostanze innocue quando il frutto è maturo.

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Per consigli e informazioni, puoi consultare la pagina sul Ministero della Salute nella nostra “Rete di Monitoraggio”.

 

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