L’Unione Europea dice no al marchio “Mafia” a tavola

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19 Mar 2018

L’Unione Europea dice no al marchio “Mafia” a tavola

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Il marchio spagnolo «La mafia se sienta a la mesa», che tradotto in italiano suona come “la mafia si siede a tavola”, per i giudici del Tribunale dell’Unione Europea va bloccato perché contrario all’ordine pubblico.

15.03.2018 – Una sentenza che rende giustizia alla richiesta italiana di eliminare l’uso di episodi e personaggi legati alla criminalità organizzata per “marchiare” servizi di ristorazione e prodotti alimentari, come un richiamo alla qualità del cibo italiano e simile al fenomeno ugualmente dannoso dell’Italian Sounding.

L’episodio era stato segnalato dalle istituzioni italiane nel 2015 con il ricorso contro il marchio europeo della società spagnola “La Mafia Franchises”. Nel 2006 infatti l’EUIPO, l’ufficio europeo per la proprietà intellettuale, aveva accolto la registrazione del marchio commerciale, del quale oggi esistono circa 40 ristoranti con l’insegna “mafiosa”.

L’azienda, utilizzando il nome di una delle più pericolose organizzazioni criminali esistenti, danneggia l’immagine dell’Italia e la reputazione positiva della cucina italiana. Ma soprattutto rappresenta una grave offesa alle vittime delle mafie.

Soddisfazione per il Procuratore Gian Carlo Caselli

Grande soddisfazione per la sentenza è arrivata anche da Gian Carlo Caselli, già procuratore di Palermo, attualmente presidente del comitato scientifico della Fondazione “Osservatorio Agromafie” di Coldiretti:

«Mi capita spesso di andare nelle scuole a parlare di mafia denunciando l’inaccettabile uso del brand “mafioso” con valenze positive, come capita di vedere in alcuni film e serie televisive. La mafia è, invece, un brand di morte, spietatezza e utilizzarlo per il cibo è semplicemente indegno. Se fosse consentito scherzare su cose serie, persino tragiche, si potrebbe ricordare una frase che Peppino Impastato ha pagato con la vita: “la mafia è una montagna di merda” … Tra l’altro, non c’è limite al peggio perché in Europa viene reclamizzato un salsicciotto “Falcone” con lo slogan che, più o meno, dice frigge come a Capaci. Ora però ben venga questa sentenza».

Ma sul mercato non è l’unico esempio. Il marchio mafia a tavola è purtroppo un business milionario che si estende dai ristoranti ai prodotti, a danno dei veri prodotti agroalimentari Made in Italy.

Dal caffè “Mafiozzo stile italiano dalla Bulgaria agli snack “Chilli Mafia della Gran Bretagna, dalle spezie “Palermo Mafia shooting della Germania fino alla salsa “SauceMaffia per condire le patatine e quella SauceMaffioso per la pasta scovate a Bruxelles nella Capitale d’Europa. Su internet – afferma la Coldiretti – è addirittura possibile acquistare il libro di ricette “The mafia cookbook, comprare caramelle sul portale candymafia.com o ricevere i consigli di mamamafiosa.com.

Un oltraggio considerato insopportabile da due italiani su tre (65%) che non tollerano il luogo comune diffuso all’estero che porta gli stranieri ad assimilare l’Italia alla mafia, secondo un’indagine dell’Istituto Ixè.

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