Sicurezza alimentare: Controlli dei Carabinieri del NAS, metà dei ristoranti etnici presenta irregolarità

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18 Giu 2019

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Cibi scaduti, scongelati e ricongelati, mancato rispetto delle norme igieniche, etichette incomprensibili, importazioni vietate. Ben vengano le cucine etniche, ma non può fare rima con rischio di intossicazione alimentare” il commento del ministro della Salute, Giulia Grillo

14.06.2019 – Durante alcuni controlli su cibi e ristoranti etnici, i Carabinieri hanno sequestrato diversi alimenti irregolari che avrebbero potuto mettere a rischio la salute dei cittadini.

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, nel mese di maggio ha infatti eseguito mirate verifiche presso strutture per la commercializzazione e somministrazione di prodotti alimentari etnici, cioè quei cibi la cui produzione e preparazione è riconducibile a culture di Paesi extra europei. Il commento del ministro Grillo:

«Non si mette a rischio la salute dei cittadini con pratiche illegali per mantenere i prezzi stracciati.
Spesso manca la conoscenza del nostro sistema di regole che è tra i più avanzati a livello mondiale e su questo bisogna lavorare.
Grazie ai nostri Carabinieri del Nas che fanno luce su un settore in grande espansione e di grande richiamo soprattutto per le generazioni più giovani
»

In particolare la vigilanza è stata estesa anche ai canali di importazione e distribuzione delle derrate alimentari e delle materie prime provenienti dai Paesi esteri.

Tra le principali criticità riscontrate, sono stati rilevati alimenti in cattivo stato di conservazione e l’utilizzo di alimenti con etichettature non in lingua italiana o prive di informazioni utili per la rintracciabilità; addirittura, in alcuni casi, le materie prime di origine animale provenienti da Stati asiatici erano in violazione ai divieti esistenti.

Il generale Lusi specifica che

«Il piano di controlli è stato realizzato con una metodologia finalizzata alla verifica del puntuale a rigoroso rispetto delle procedure di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti, dello stato igienico e strutturale dei locali di ristorazione e degli esercizi di vendita al dettaglio di prodotti preconfezionati, del mantenimento della catena del freddo soprattutto in relazione ai cibi da mangiare crudi»

I numeri dell’operazione dei Carabinieri del NAS

I carabinieri del NAS hanno effettuato 515 ispezioni che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 242 strutture (pari al 47%), mentre l’incidenza di non conformità presso grossisti e depositi di alimenti etnici scende al 41% di tutti i controlli effettuati.

Complessivamente, sono state sequestrati 128 tonnellate di prodotti ittici, carnei e vegetali, per un valore commerciale di circa 232mila euro.

Nel corso delle attività di controllo è stato constatato l’uso di magazzini abusivi, cucine in pessime condizioni igienico-sanitarie e ambienti di lavoro mancanti dei requisiti minimi di sicurezza.

Sono stati emanati provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività a carico di 22 imprese commerciali, il cui valore è stimato in oltre 5,3 milioni di euro.

Ben 477 le violazioni penali ed amministrative contestate, con 23 operatori del settore alimentare deferiti e altri 281 sanzionati per un ammontare di 411 mila euro.

Con un italiano su tre (32%) che consuma prodotti etnici durante l’anno, questa operazione dei Carabinieri si conferma quindi di estrema importanza per garantire la salute dei consumatori.

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